‘Dexter: Original Sin’, la serie che non sapevi di volere

Il ritorno alle origini di Dexter Morgan in un prequel che racconta le origini di un serial killer.

Il catalogo Paramount+ di Dicembre si arricchisce di un titolo che segna il ritorno di uno dei personaggi più attesi nel mondo delle serie televisive. Stiamo parlando di Dexter: Original Sin, il prequel che, in dieci puntate, racconta le origini del controverso personaggio di Dexter  trasformato nell’antieroe che tutti amiamo. Creata da Clyde Phillips, lo stesso dell’originale Dexter, questa nuova trasposizione approfondisce la genesi del “Codice di Harry” e il rapporto tra lui e il padre adottivo. In Original Sin, Patrick Gibson veste i panni del protagonista mentre Christian Slater è il padre di Dexter, Harry.

«Un viaggio, in dieci puntate, alle radici della psiche di Dexter.»

La serie si concentra sulla vita del giovane Dexter Morgan (Patrick Gibson), mostrando i primi segni di quello che lui chiama “Oscuro passeggero” e il modo in cui il padre Harry (Christian Slater) decide di aiutarlo incanalando questa pulsione in qualcosa che, se non morale, è almeno controllato. É Harry a creare il codice che diventerà una vera e propria guida etica per il figlio. In questa nuva trasposizione, Christian Slater offre una performance intensa e sfumata, incarnando un uomo tormentato, costretto a scegliere  tra l’amore per il figlio adottivo e il senso di responsabilità per il mostro che ha riconosciuto in lui. Ed é proprio questa emotività a rendere la serie psicologica davvero particolare.

Chi è Dexter Morgan?

Nel prequel Original Sin, il giovane Dexter è un adolescente in bilico tra la normalità apparente e le ombre che iniziano a emergere sin dalla più giovane età. Questa nuova versione ci regala un ritratto fresco ma coerente con ciò che poi sarà l’assassino seriale negli anni successivi. La serie getta una nuova luce sul personaggio di Dexter Morgan, mostrando le fondamenta della sua complessa moralità. Dexter é il risultato del suo passato. Nella sua adolescenza ha assistito al brutale omicidio della madre biologica davanti ai suoi occhi, e questo evento gli ha lasciato una cicatrice indelebile influenzandone i pensieri, i comportamenti e il modo in cui percepisce il mondo. É un giovane che tenta disperatamente di integrarsi: ha momenti di grande curiosità verso la vita normale e cerca di socializzare, tuttavia, il suo “Oscuro Passeggero”, ovvero quel bisogno incontrollabile di uccidere, emerge in una maniera sempre più netta, isolandolo e costringendolo a vivere sin da piccolo una doppia vita.

La trama, scritta in maniera magistrale, riesce a rimanere fedele allo spirito della serie originale e offre al contempo nuovi spunti sulle origini di Dexter. La narrazione è coinvolgente e articolata, offrendo ai fan una comprensione più approfondita delle complessità dietro il passeggero oscuro di Dexter. Le performance sono tutte centrate: ogni attore incarna pienamente il proprio ruolo, dando nuova vita a personaggi familiari. Questo prequel permette inoltre di esplorare, in maniera approfondita, anche la relazione tra i fratelli Monrgan.

La diversità e il dualismo

Una delle novità di Dexter: Original Sin, è il modo in cui il giovane Dexter comincia a prendere consapevolezza della sua diversità. Harry non è solo una guida ma anche una sorta di specchio attraverso il quale comprendere chi è. La serie racconta il modo in cui viene creato il Codice, con tutte le sue regole rigide che servono a dare una giustificazione morale agli omicidi compiuti da Dexter, lo studente di medicina che è ancora troppo lontano dal diventare il Macellaio di Bay Harbor.

Nella prima puntata assistiamo al primo omicidio di Dexter. Ma non é il modus operandi che conosciamo: ci sono degli errori e qualche imprecisione. Il codice non é ancora perfezionato. Dexter non é ancora quel predatore adulto che compie omicidi perfetti e vive seguendo il Codice, ma un adolescente che sperimenta il suo dualismo. Ci sono momenti in cui sembra voler combattere la sua natura e altri in cui ne è completamente sopraffatto. E tutto questo lo consuma. Ma è anche un uomo solo a causa della sua diversità. Sa di non poter rivelare a nessuno cosa fa. La sua difficoltà nel creare dei veri legami con gli altri viene camuffata dalla maschera sociale che indosserà poi nella vita.

Il giovane Dexter e le prime vittime

Ma soprattutto Dexter non è ancora quel killer meticoloso che diventerà in futuro. Non é ancora il “Macellaio di Bay Harbor”, i suoi primi omicidi sono un mix di ingenuità e brutalità. Ciò che invece è già stabilito é la scelta delle vittime. Non sono scelte a caso, non sono solo uomini o sole donne ma criminali meritevoli secondo il Codice di Harry. Dexter: Original Sin offre una vera e propria panoramica di chi sarà il personaggio da adulto. Scopriamo il suo senso dell’umorismo, il suo bisogno di ordine e il suo metodo che diventerà quasi un rituale. Phillips adotta un ritmo che consente alla serie di scavare a fondo nella psicologia dei personaggi. La sceneggiatura riesce a mantenere l’intrigo, introducendo delle vittime che mettono Dexter e il pubblico di fronte a dilemmi morali.

Un prequel che funziona

Chi ha amato la serie originale non rimarrà deluso da questo prequel perché mostra dettagli che approfondiscono la mitologia del personaggio. La storia è avvincente, e questo nuovo capitolo diventa un’aggiunta intrigante all’universo di Dexter. La narrativa è accattivante e riprende la storia originale aggiungendo delle piccole novità. L’ingresso di Christian Slater nella serie è sicuramente un valore aggiunto mentre la scrittura di Phillips dimostra che il creatore originale ha ancora molto da dire su questo personaggio. Il giovane Dexter risulta, alla fine, più che il riflesso del personaggio adulto, un’entità a sé, con un suo viaggio unico e affascinante.

Il trailer ufficiale di Dexter: Original Sin

Se questa recensione ti è piaciuta leggi anche The Bad Guy